
Tutti coloro i quali abbiano un numero di rete fissa, soprattutto se presente negli elenchi telefonici (pagine bianche), conoscono i fastidi continuamente arrecati dagli "scocciatori dell'ora di pranzo". Mi riferisco agli operatori dei call center che hanno la direttiva di chiamare chiunque e comunque dalle 12 alle 15 e dalle 18 alle 20. Chiamano anche coloro che non hanno dato il consenso alle chiamate commerciali, coloro che puntualmente chiedono la cancellazione dei propri dati dai database.
Il problema è che le richieste da parte degli interessati vengono prese in consegna da lavoratori dei call center che non sanno nulla o quasi della tutela e del trattamento dei dati personali, che non hanno accesso diretto ai database della loro azienda e che nella maggior parte dei casi sono di una ditta che ha ricevuto un subappalto e a cui sono stati trasmessi i dati sensibili violando molte norme del codice di tutela della privacy.
Come cittadini italiani noi dovremmo essere tutelati dal garante della privacy. Il problema è che effettuare un regolare ricorso al garante costa la bellezza di 150,00 €. Il perché è presto spiegato: il garante sarebbe sommerso di richieste da milioni di cittadini vessati da parte di commercianti e ditte senza scrupoli.

Stanco di dover subire le continue chiamate commerciali non autorizzate ho quindi deciso di contattare comunque l'ufficio di relazioni con il pubblico del Garante inviando una mail a
urp@garanteprivacy.it chiedendo lumi sulla faccenda e puntualmente ho ricevuto una risposta che potrebbe aprire a molti di noi uno spazio di manovra reale per far sentire la nostra voce.